Quando le emozioni pesano
Tristezza, rabbia, senso di vuoto o emozioni intense possono diventare difficili da attraversare da soli. Il percorso aiuta a riconoscerle e a dar loro un significato.
Psicologa clinica — Quartu Sant'Elena e online
Colloqui, consulenza e sostegno psicologico per adolescenti, giovani adulti e adulti.
In studio a Quartu Sant'Elena o online.
Dott.ssa Marianna D'Angelo
Iscritta all'Albo degli Psicologi della Sardegna al n. 3777
Specializzanda in Psicoterapia Integrata
Chi sono
Psicologa clinica e specializzanda in Psicoterapia Integrata a Milano, iscritta all'Albo degli Psicologi della Sardegna al n. 3777.
Ho maturato esperienza in contesti clinici, ospedalieri e territoriali, tra cui il consultorio familiare di Senorbì, il reparto di obesità e chirurgia bariatrica dell'Ospedale Brotzu e il Centro di Salute Mentale di Quartu Sant'Elena. Ho inoltre approfondito, attraverso percorsi di master, i disturbi specifici dell'apprendimento e i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.
Ricevo nel mio studio privato a Quartu Sant'Elena e online.
Tristezza, rabbia, senso di vuoto o emozioni intense possono diventare difficili da attraversare da soli. Il percorso aiuta a riconoscerle e a dar loro un significato.
Il modo di vivere le relazioni e il giudizio su di sé si intrecciano spesso. Uno spazio per osservare le dinamiche che si ripetono e il valore che ci si riconosce.
Preoccupazioni costanti, tensione, difficoltà a rallentare. Comprendere cosa le alimenta è il primo passo per ritrovare respiro.
Quando il corpo o l'alimentazione diventano terreno di preoccupazione o controllo, uno spazio dedicato può aiutare a comprenderne il significato.
Trasferimenti, scelte lavorative, nuove fasi della vita, domande su chi si è e chi si vuole diventare: i passaggi possono disorientare. Il percorso aiuta a dare senso a ciò che cambia e a ritrovare una direzione.
L'adolescenza trasforma chi cresce e chi accompagna. Uno spazio di ascolto per adolescenti e per i genitori che li accompagnano.
Come lavoro
Una domanda precisa, un momento difficile, una decisione da prendere, qualcosa che si ripete oppure una sensazione ancora senza nome.
Vanno bene tutte le cose: non servono le parole giuste per chiedere uno spazio.
Le parole, semmai, si trovano lì.
Non esistono percorsi uguali per tutti. Nel mio lavoro parto dall'integrazione: al centro non c'è una teoria da applicare, ma la persona, con la sua storia e il suo momento di vita. Gli strumenti sono molti, di provenienza diversa, e vengono scelti di volta in volta in base a ciò che la persona porta e alla fase del percorso.
Ciò che resta costante è la relazione. È lo spazio in cui diventa possibile guardare da vicino i modi di stare con gli altri, anche quelli che si ripetono pur facendo male. È lo spazio in cui dare un nome a ciò che si prova, senza doverlo spiegare subito. È lo spazio in cui si sente il corpo, in stretta connessione con le emozioni e la mente. Non si tratta di soluzioni preconfezionate: è un lavoro di comprensione, che ha i suoi tempi.
Il primo colloquio serve ad incontrarsi, a capire se può essere lo spazio giusto per la persona e ciò che porta.
Il primo incontro non impegna a nulla: serve a raccontare cosa ha spinto a scrivere, anche in modo confuso, e a capire se c'è la base per lavorare insieme.
Nei primi colloqui si dà forma alla richiesta e si ricostruisce insieme la propria storia: cosa sta succedendo, da dove viene, cosa si vorrebbe che cambiasse.
Il cuore del percorso: colloqui regolari in cui si osservano gli schemi che si ripetono, si dà un nome ai vissuti e si sperimentano modi nuovi di starci dentro.
Un percorso ha un inizio e ha una fine, e la fine si decide insieme: quando gli obiettivi sono raggiunti o quando la persona sente di poter proseguire da sola.
Domande frequenti
A chiunque senta il bisogno di uno spazio per sé: non serve una diagnosi né una crisi in corso. A volte basta la sensazione che qualcosa si ripeta, o il desiderio di capirsi meglio.
È un colloquio di conoscenza reciproca: si racconta ciò che ha portato a scrivere, con i propri tempi e senza dover arrivare preparati. Al termine si valuta insieme se e come proseguire.
Ogni colloquio dura 50 minuti. La cadenza si concorda insieme: per molti è settimanale, ma si adatta alle esigenze e alla fase del percorso.
Sì, in videochiamata, con la stessa riservatezza e continuità dei colloqui in studio. È possibile anche alternare le due modalità.
Non c'è una durata standard: dipende dalla richiesta, dagli obiettivi e dal momento di vita. La fine si decide insieme, e questo fa parte del lavoro fin dall'inizio.
Sì. Il segreto professionale è un obbligo deontologico e di legge per ogni psicologo, e riguarda tutto ciò che emerge nei colloqui, in studio come online.
Scrivendo un messaggio via email o su WhatsApp, indicando nome e cognome. Da lì si concorda una breve telefonata conoscitiva, prima di fissare il primo colloquio.
Contatti
Per il primo contatto è preferibile scrivere un messaggio indicando nome e cognome. Da lì si concorda una breve telefonata conoscitiva, prima di fissare il primo colloquio. Rispondo appena possibile.
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